Luciano Boero

La vera storia di Ricky 4001s

Io, alias Ricky 4001s.

Perchè? Perchè da sempre suono un Rickenbacker.

Possiedo anche un Fernandes fretless, ma la maggior parte della mia vita l'ho passata con lui, il Ricky. Lui è me e io sono lui. Diciamo che narcisisticamente me ne sono innamorato a prima vista quando l'ho visto abbracciato a Paul Mc Cartney, uno dei miei idoli di sempre. Di lui amo tutto: quella sua forma spigolosamente asimmetrica da non entrare in nessuna custodia sagomata tradizionale e quel candore del battipenna che dà risalto al rosso cerasuolo del body. E poi, quella curva sinuosa in basso, sempre del battipenna, che mi rammenta le stesse curve sinuose delle chitarre dei mitici Beatles quando li vidi la prima volta in un TV7 del 1964 e il commentatore sentenziò: " l'Inghilterra sta impazzendo per un gruppo di scatenati capelluti che suonano delle strambe chitarre..." . 

Quando iniziai a suonare con la Locanda possedevo un Jazz Bass del '64, che  comprai usato nel 1971 a seguito del fatto che mi fu fregato da ignoti, nottetempo nel dancing Roma di Canale d'Alba,  il mio precedente basso, un Gibson diavoletto (tipo Jack Bruce). Ebbene, una sera del 1974, durante un concerto della Locanda  nel mitico Top 2 di  Castello d'Annone, mi si avvicicinò un ragazzo, bassista pure lui, che incominciò a chiedermi informazioni sull' ampli che stavo utilizzando (allora possedevo un Ranger FBT 200W doppia cassa). Di lì saltò fuori che lui possedeva un Rickenbacker...Come, quello vero, rosso, lungo, sinuoso, STEREO....?!?! - Me lo vendi?- subito chiesi. - Venderlo no. E poi con cosa suono?-  L'occhio mi diventò febbrile, concitato ed eccitato..: - Allora fare un baratto?- L'interlocutore, evidentemente accortosi del mio fare concitato ed eccitato, sornione abbozzò un "..se ne può parlare". Ormai tra le sue mani si concluse in quella pausa l'affare che avrebbe caratterizzato tutto il mio "dopo" come bassista. Io gli davo il mio Fender Jazz Bass del '64 + 200.000 Lire e lui in cambio mi dava il suo Rickenbacker del '74. 

L'indomani mi recai a casa sua  a ritirarlo. Ero incredulo, a dire il vero. Tutta la notte avevo rimuginato un "ehi, ma questo mi mi avrà mica  preso per il c...". Invece lui arrivò proprio con LUI, il Ricky, come lo battezzai subito! Me lo diede così, senza custodia, nudo ed infreddolito; infatti  la prima cosa che feci fu quella di cercargli un vestitino di misura. Il "mio" Ricky aveva già diversi graffi e scalfiture, "rughe di espressione", come si dice ora. Non feci mai nulla per togliergliele, ma gli promisi che da li' in avanti non avrebbe più avuto modo di soffrire, che lo avrei accudito come un buon padre adottivo. 

Lo usai sempre nella Locanda, al punto i miei compagni sostengono che fa parte integrante del sound del gruppo. Lo abbinai prima al Ranger, poi a quello che ritengo il più grande degli ampli da basso, il miglior compagno possibile di un Rickenbacker: un Ampeg testata valvolare 200W  + Cassa 8x10 (più o meno l'attuale 810 Heritage). Lo comprai seminuovo da Scavino a Torino. Era arrivato dagli USA tramite un bassista che suonava sulle navi ( in Italia aveva dei costi proibitivi). Allora si costumava così, andavi in America con un ampli del menga, lo mollavi per pochi dollari, ti compravi un bell'ampli laggiù, venivi qui, lo vendevi e ripartivi con un altro ampli del menga. Cominciai ad utilizzare il plettro (prima con il Jazz bass avevo solo sempre utilizzato le dita) perchè così riuscivo a dargli quel tocco percussivo ed agressivo, particolare che avrebbe poi caratterizzato la tecnica "slap". Enfatizzavo molto i toni molto profondi e medio acuti dell'ampli, in modo da avere un suono vigoroso e possente su tutta la gamma dei due pick up.

Non ho mai utilizzato effetti, salvo il pedale del volume per alcune parti in cui ricercavo un effetto simile ad quello ottenibile con un archetto (ad esempio in "non chiudere a chiave le stelle").

Oggi sul palco utilizzo diversi ampli, di solito forniti dal service, ma quando mi accosto alle manopole e imposto la timbrica il riferimento è sempre a quel mitico Ampeg e finchè non lo "sento" non sono soddisfatto.....


Luciano Boero, alias Ricky 4001s

Basso e chitarra acustica

Dopo l’esordio negli anni ’60 come chitarrista e voce nel gruppo “Gli Scoiattoli”, si unisce successivamente prima come cantante, poi come bassista ai “Sound & Music”, dove conosce Oscar Mazzoglio e Giorgio Gardino. Con loro è poi, negli anni ’70, uno dei fondatori de “La Locanda delle Fate”. Autore e compositore, oltre che all'interno della Locanda, vanta diverse collaborazioni, tra le quali quelle con il cantante albese Giancarlo Ferrero e il cantautore astigiano Danilo Amerio: dal sodalizio con quest'ultimo scaturiscono numerosi brani, in parte inseriti negli album interpretati dallo stesso Amerio tra i quali “Lato Latino”, "Le brave ragazze “, "Fiore di campo", "Case di Ringhiera”, “Dammi un Segno”, in parte registrati da altri artisti, come “Donna con te” interpretata da Anna Oxa al Festival di Sanremo nel ’90 e “301 Guerre fa”, che da il titolo all’omonimo album di Pierangelo Bertoli. Come musicista fa parte di altri gruppi musicali, tra i quali Base 10  e Phonorama.

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