Benvenuti al Sud 2017

BENVENUTI AL SUD

“…su queste colline ove le lucciole s’impigliano ai capelli delle donne tra il granturco alla luna” (Felice Mastroianni)”.

L’immagine proposta dall’autore calabrese ben calza con il ricordo di quella piazza illuminata dalla luna d’agosto, in quel Martirano Lombardo ucciso da un terremoto e poi rinato, arroccato tanto in alto da sembrare in cima al mondo, circondato - sempre secondo l’autore citato prima - da boschi popolati da fate.

Ci siamo ritrovati in quell’angolo di mondo puntuali, alcuni, stremati da un lungo viaggio attraverso la penisola, altri giunti in aereo, secondo un alchimia che a volte lascia increduli. Abbiamo girato il mondo, in questo millennio di rivincita, ma il sud ci mancava. Mai la Locanda era scesa oltre Roma. Non poteva finire cos, questo 2017 in cui, come gruppo, scenderemo definitivamente dal palco.

Il tutto era cominciato molti mesi prima, quando l’amico Antonio Vescio ci aveva invitato al RockOn 2017. Che occasione! L’organizzazione stata perfetta: siamo stati accolti e coccolati come in una casa quando si accolgono amici o parenti venuti da lontano. Quel pubblico al calor bianco - in maggior parte giovani o giovanissimi - poi, mai lo scorderemo. Forse questione di latitudine, chiss, solo in Messico avevamo percepito qualcosa del genere. Un cuore grande, che ci siamo sentiti in dovere di ricambiare in altrettanta misura sfoderando un concerto degno della migliore Locanda.

Sono ottantacinque minuti di adrenalina che trascorrono d’impeto. Ci fermiamo per lasciare la scena a Carl Verheyen e band, anche se il pubblico ancora chiede bis.

L’indomani scorre a cavallo di una presentazione del libro “Prati di lucciole per sempre” nella magica atmosfera dell’Abbazia di Corazzo Carlopoli, un complesso benedettino risalente all’undicesimo secolo, grazie al RockOn Martirano, Suoni del Sud Lamezia, Progetto Gedeone. Francesco Sacco (“Frank Bag”, come ci piace scherzosamente chiamarlo) preparatissimo, le sue domande sono precise e mirate.

Nel piazzale antistante c’ un cartello: “Vietato calpestare i sogni”. Siamo d’accordo: vietatissimo. Non saremmo venuti qui, se l’avessimo fatto…

locanda delle fate - all rights reserved Privacy & Cookies